Fino al primo dopoguerra le risorse naturali planetarie sono state sempre considerate illimitate: acqua, aria, foreste, suoli sono stati utilizzati dall’essere umano in modo indiscriminato, senza preoccuparsi (a prescindere dalla loro evidente limitatezza) degli effetti che il loro uso avrebbe provocato alle modificazioni e alle alterazioni sull’ambiente; il risultato è uno squilibrio dell’ecosistema mondiale di cui non conosciamo né il grado di reversibilità né il punto di rottura. Negli anni successivi al primo dopoguerra è stato introdotto il concetto di limite che andava a braccetto con il desiderio di una relazione con la natura e il bisogno di conservarla, nato dai problemi causati dalle emissioni tossiche e dall’utilizzo di risorse non rinnovabili. In questo quadro nasce il concetto di sviluppo sostenibile che sembra voler favorire l’instaurazione di un nuovo rapporto tra uomo e ambiente, rallentando il processo di sviluppo e crescita economica fino ad un punto di equilibrio. Anche l’edilizia contribuisce al processo di sfruttamento delle risorse, ed è logico pensare che anche essa debba trovare approcci che non portino al punto di non ritorno di tale processo: si è reso necessario un approccio sostenibile per portare avanti lo sviluppo e la costruzione degli edifici stando sempre attenti alle politiche di salvaguardia ambientale. La figura del progettista ha il ruolo fondamentale di pensare già in fase di progettazione ad applicare soluzioni che minimizzino gli impatti ambientali dell’edificio che andrà a realizzare. Per ottenere questi obiettivi non sono sufficienti leggi e regolamenti più stringenti, c’è bisogno del contributo generale della popolazione e collaborazione. Un possibile ulteriore punto di ripresa si trova attraverso l’adozione volontaria, da parte dei soggetti incaricati e specializzati, di uno dei sistemi di certificazione riconosciuti a livello internazionale, tra cui il LEED, la valutazione LCA Life Cycle Assessment, Ecolabel e Protocollo ITACA. Queste valutazioni sottolineano il forte interesse verso l’ambiente e la sua difesa e pongono l’accento sull’importanza del ruolo del progettista in questo ambito. Su questi presupposti si pone l’attenzione della mia tesi, che parte da considerazioni generali sull’edilizia e sull’ambiente, per entrare più nello specifico, nella seconda parte, descrivendo in maniera dettagliata alcuni tra i criteri di certificazione riconosciuti ufficialmente e applicando ad un edificio, nonché casa mia, sito in Polignano a Mare, i criteri del Protocollo ITACA al fine di calcolarne in via esemplare la prestazione energetica.

La Valutazione della Sostenibilità Ambientale come indicatore di miglioramento delle Prestazioni di un Edificio

SELICATI, VALERIA
2013/2014

Abstract

Fino al primo dopoguerra le risorse naturali planetarie sono state sempre considerate illimitate: acqua, aria, foreste, suoli sono stati utilizzati dall’essere umano in modo indiscriminato, senza preoccuparsi (a prescindere dalla loro evidente limitatezza) degli effetti che il loro uso avrebbe provocato alle modificazioni e alle alterazioni sull’ambiente; il risultato è uno squilibrio dell’ecosistema mondiale di cui non conosciamo né il grado di reversibilità né il punto di rottura. Negli anni successivi al primo dopoguerra è stato introdotto il concetto di limite che andava a braccetto con il desiderio di una relazione con la natura e il bisogno di conservarla, nato dai problemi causati dalle emissioni tossiche e dall’utilizzo di risorse non rinnovabili. In questo quadro nasce il concetto di sviluppo sostenibile che sembra voler favorire l’instaurazione di un nuovo rapporto tra uomo e ambiente, rallentando il processo di sviluppo e crescita economica fino ad un punto di equilibrio. Anche l’edilizia contribuisce al processo di sfruttamento delle risorse, ed è logico pensare che anche essa debba trovare approcci che non portino al punto di non ritorno di tale processo: si è reso necessario un approccio sostenibile per portare avanti lo sviluppo e la costruzione degli edifici stando sempre attenti alle politiche di salvaguardia ambientale. La figura del progettista ha il ruolo fondamentale di pensare già in fase di progettazione ad applicare soluzioni che minimizzino gli impatti ambientali dell’edificio che andrà a realizzare. Per ottenere questi obiettivi non sono sufficienti leggi e regolamenti più stringenti, c’è bisogno del contributo generale della popolazione e collaborazione. Un possibile ulteriore punto di ripresa si trova attraverso l’adozione volontaria, da parte dei soggetti incaricati e specializzati, di uno dei sistemi di certificazione riconosciuti a livello internazionale, tra cui il LEED, la valutazione LCA Life Cycle Assessment, Ecolabel e Protocollo ITACA. Queste valutazioni sottolineano il forte interesse verso l’ambiente e la sua difesa e pongono l’accento sull’importanza del ruolo del progettista in questo ambito. Su questi presupposti si pone l’attenzione della mia tesi, che parte da considerazioni generali sull’edilizia e sull’ambiente, per entrare più nello specifico, nella seconda parte, descrivendo in maniera dettagliata alcuni tra i criteri di certificazione riconosciuti ufficialmente e applicando ad un edificio, nonché casa mia, sito in Polignano a Mare, i criteri del Protocollo ITACA al fine di calcolarne in via esemplare la prestazione energetica.
2013
THE ASSESSMENT OF ENVIROMENTAL SUSTAINABILITY AS A DETECTOR FOR THE PERFOMANCE IMPROVEMENT OF A BUILDING
Protocollo
ITACA
Sostenibilità
Certificazione
Energetica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/87617