Il progetto didattico che si propone riguarda lo studio della Fortezza svevo-angioina di Lucera. È un complesso architettonico formato da una pluralità di costruzioni non completamente decifrabili, edificate in epoche diverse e che con il tempo hanno acquisito nell’insieme una rilevanza storica, archeologica, architettonica e paesaggistica. Le varie costruzioni sono emerse a seguito di campagne di scavo archeologico e lavori di restauro che si sono svolti in un ampio arco temporale. Fra il 1907 e il 1914 Arthur Haselof, Martin Wackernagel e Carl Hradil, per conto dell’Istituto storico prussiano, effettuano saggi nel Palatium imperiale, che poi estendono al fossato in prossimità della Porta delle scale e dei piloni del ponte levatoio e ritrovano le fondazioni della Cappella posta al centro dello spazio delimitato dalla cinta fortificata. Dopo circa un ventennio, fra il 1932 e il 1933 l’amministrazione podestarile prosegue gli scavi (Palatium imperiale, porta esterna, fossato) e intraprende i primi restauri (Palatium, cinta muraria e torri quadrangolari, torri circolari, palazzo reale di Carlo I) sotto la guida di Quintino Quagliati, Carlo Aru, Carlo Ceschi, Renato Bartoccini. Trent’anni dopo fra il 1964 e il 1965, per conto dell’Accademia Britannica e dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie della Puglia, Francesco Schettini presiede al restauro delle porzioni più deteriorate della cinta fortificata e agli scavi intorno al Palatium che proseguono negli anni Settanta del XX secolo sotto la guida di Sabine Schwedhelm e Carl A.Willemsen. Negli anni più recenti sono stati intrapresi interventi localizzati, senza che rispondessero ad una visione progettuale unitaria, come il restauro della Torre della Regina e la messa in sicurezza attraverso presidi provvisori della cortina soggetta a cedimento sul fronte occidentale della collina costituita da terreno poco compatto e oltraggiato da una cava di argilla, ora dismessa, che ne ha compromesso la stabilità. Gli scavi e i lavori di restauro che si sono susseguiti nel corso del tempo hanno messo in luce, seppure parzialmente, ambienti ipogei, corridoi, camminamenti che ora offrono spunti significativi i quali potranno essere colti intrecciando i dati provenienti dalle fonti, edite e inedite, dall’indagine diretta condotta attraverso un rilievo e un’analisi stratigrafica degli elevati, per ipotizzare con un certo grado di attendibilità le fasi costruttive del complesso fortificato, punto di partenza per affrontare con consapevolezza storico-critica un progetto complessivo di conservazione, valorizzazione e di rinnovata fruizione, nel rispetto della materia antica e delle stratificazioni storiche.

LUCERA. LA FORTEZZA SVEVO-ANGIOINA.

PARADISO, TIZIANA
2020/2021

Abstract

Il progetto didattico che si propone riguarda lo studio della Fortezza svevo-angioina di Lucera. È un complesso architettonico formato da una pluralità di costruzioni non completamente decifrabili, edificate in epoche diverse e che con il tempo hanno acquisito nell’insieme una rilevanza storica, archeologica, architettonica e paesaggistica. Le varie costruzioni sono emerse a seguito di campagne di scavo archeologico e lavori di restauro che si sono svolti in un ampio arco temporale. Fra il 1907 e il 1914 Arthur Haselof, Martin Wackernagel e Carl Hradil, per conto dell’Istituto storico prussiano, effettuano saggi nel Palatium imperiale, che poi estendono al fossato in prossimità della Porta delle scale e dei piloni del ponte levatoio e ritrovano le fondazioni della Cappella posta al centro dello spazio delimitato dalla cinta fortificata. Dopo circa un ventennio, fra il 1932 e il 1933 l’amministrazione podestarile prosegue gli scavi (Palatium imperiale, porta esterna, fossato) e intraprende i primi restauri (Palatium, cinta muraria e torri quadrangolari, torri circolari, palazzo reale di Carlo I) sotto la guida di Quintino Quagliati, Carlo Aru, Carlo Ceschi, Renato Bartoccini. Trent’anni dopo fra il 1964 e il 1965, per conto dell’Accademia Britannica e dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie della Puglia, Francesco Schettini presiede al restauro delle porzioni più deteriorate della cinta fortificata e agli scavi intorno al Palatium che proseguono negli anni Settanta del XX secolo sotto la guida di Sabine Schwedhelm e Carl A.Willemsen. Negli anni più recenti sono stati intrapresi interventi localizzati, senza che rispondessero ad una visione progettuale unitaria, come il restauro della Torre della Regina e la messa in sicurezza attraverso presidi provvisori della cortina soggetta a cedimento sul fronte occidentale della collina costituita da terreno poco compatto e oltraggiato da una cava di argilla, ora dismessa, che ne ha compromesso la stabilità. Gli scavi e i lavori di restauro che si sono susseguiti nel corso del tempo hanno messo in luce, seppure parzialmente, ambienti ipogei, corridoi, camminamenti che ora offrono spunti significativi i quali potranno essere colti intrecciando i dati provenienti dalle fonti, edite e inedite, dall’indagine diretta condotta attraverso un rilievo e un’analisi stratigrafica degli elevati, per ipotizzare con un certo grado di attendibilità le fasi costruttive del complesso fortificato, punto di partenza per affrontare con consapevolezza storico-critica un progetto complessivo di conservazione, valorizzazione e di rinnovata fruizione, nel rispetto della materia antica e delle stratificazioni storiche.
2020
LUCERA. THE HOHENSTAUFEN-ANGEVIN FORTRESS.
FORTEZZA
LUCERA
CAMMINO DI RONDA
PALATIUM
CASTELLO
File in questo prodotto:
Fulltext non presente su UNITESI – Verifica la disponibilità della tesi in formato cartaceo interrogando il Catalogo di Ateneo

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/87380