• Presupposti. Il confronto internazionale nel contesto dei Sustainable Development Goals dell’agenda 2030 dell’ONU è stato interpretato nel modo più critico ed al contempo avanzato per il design, dalla Design Accademy di Eindhoven, una tra le più prestigiose sedi di formazione per il design in Europa con la fondazione della laurea magistrale (master di II livello) in Geo-design. • Storia di un percorso culturale: L’Accademy di Eidhoven ha attivato una laurea magistrale o master di secondo livello in Geo-design nel settembre del 2020, a valle del master che da più di un decennio ha avuto il maggior successo, quello in Contextual design, dal quale sono usciti i più importanti designer oggi sulla scena internazionale, grazie ad una strategia di ricerca e formazione basata sull’analisi critica di un design inconsapevolmente strumento delle spinte di mercati senza limiti. • Gli allievi e oggi designer internazionali più famosi, Andrea Trimarchi e Simone Farresin (Formafantasma) di origine siciliana, sono passati alla ribalta internazionale a partire da una rilettura critica della condizione meridionale, legata ai suoi valori sapienziali, ma con la capacità di gettare uno sguardo critico sul contesto globalizzato e de-territorializzato contemporaneo, sulle problematiche delle migrazioni, sui problemi ambientali in relazione alle loro conseguenze sociali, fornendo di volta in volta percorsi alternativi di sviluppo a cui oggi guardano le maggiori aziende e istituzioni illuminate del contesto internazionale. • Nel settembre 2020 sono i protagonisti della fondazione di una laurea magistrale presso la stessa Eindhoven Accademy, intitolato Geo-design. E’una radicalizzazione di quel percorso che dalla singola attenzione ai contesti territoriali, riconduce ad appartenenza comune alla terra come patria di tutti, come luogo della sostenibilità comune, come suolo da preservare. L’obiettivo è di procedere non solo alla creazione “di professionisti che servono a supportare un'industria esistente” ma di professionisti: “che abbiano il coraggio di mettere in discussione quest’industria […] e imparare diversamente a disegnare in maniera industriale, per privilegiare la comprensione delle problematiche e delle conseguenze di un certo modo di produrre […] perché l'educazione al design non può più essere strutturata sulla base di una fiducia imprescindibile verso i sistemi produttivi […] il design non è esclusivamente quel processo per produrre oggetti che assolvono a desideri o bisogni umani, ma coinvolge inevitabilmente anche chi produce”, insomma coinvolge le intere comunità e società, nella determinazione della loro qualità di vita e del loro benessere. • In questa direzione dovrebbe aprirsi questo nuovo filone della formazione del design triennale, uno strumento formidabile per portare alla luce la cultura materiale del suo territorio e restituire un valore produttivo alle ricerche di tutti coloro che dal dopoguerra si sono interrogati sul “pensiero meridiano” come pensiero secondo il quale un’idea accelerata di sviluppo-progresso, basata sulle sole logiche prestazionali, non può che provocare la perdita di un sapere intergenerazionale, con la conseguente chiusura alla complessità del mondo. (F. Cassano 1996-2005).

GEO-DESIGN AND HERITAGE: IDENTITA’E CULTURA MATERIALE DEI TERRITORI.

BASILE, LUIGI
2020/2021

Abstract

• Presupposti. Il confronto internazionale nel contesto dei Sustainable Development Goals dell’agenda 2030 dell’ONU è stato interpretato nel modo più critico ed al contempo avanzato per il design, dalla Design Accademy di Eindhoven, una tra le più prestigiose sedi di formazione per il design in Europa con la fondazione della laurea magistrale (master di II livello) in Geo-design. • Storia di un percorso culturale: L’Accademy di Eidhoven ha attivato una laurea magistrale o master di secondo livello in Geo-design nel settembre del 2020, a valle del master che da più di un decennio ha avuto il maggior successo, quello in Contextual design, dal quale sono usciti i più importanti designer oggi sulla scena internazionale, grazie ad una strategia di ricerca e formazione basata sull’analisi critica di un design inconsapevolmente strumento delle spinte di mercati senza limiti. • Gli allievi e oggi designer internazionali più famosi, Andrea Trimarchi e Simone Farresin (Formafantasma) di origine siciliana, sono passati alla ribalta internazionale a partire da una rilettura critica della condizione meridionale, legata ai suoi valori sapienziali, ma con la capacità di gettare uno sguardo critico sul contesto globalizzato e de-territorializzato contemporaneo, sulle problematiche delle migrazioni, sui problemi ambientali in relazione alle loro conseguenze sociali, fornendo di volta in volta percorsi alternativi di sviluppo a cui oggi guardano le maggiori aziende e istituzioni illuminate del contesto internazionale. • Nel settembre 2020 sono i protagonisti della fondazione di una laurea magistrale presso la stessa Eindhoven Accademy, intitolato Geo-design. E’una radicalizzazione di quel percorso che dalla singola attenzione ai contesti territoriali, riconduce ad appartenenza comune alla terra come patria di tutti, come luogo della sostenibilità comune, come suolo da preservare. L’obiettivo è di procedere non solo alla creazione “di professionisti che servono a supportare un'industria esistente” ma di professionisti: “che abbiano il coraggio di mettere in discussione quest’industria […] e imparare diversamente a disegnare in maniera industriale, per privilegiare la comprensione delle problematiche e delle conseguenze di un certo modo di produrre […] perché l'educazione al design non può più essere strutturata sulla base di una fiducia imprescindibile verso i sistemi produttivi […] il design non è esclusivamente quel processo per produrre oggetti che assolvono a desideri o bisogni umani, ma coinvolge inevitabilmente anche chi produce”, insomma coinvolge le intere comunità e società, nella determinazione della loro qualità di vita e del loro benessere. • In questa direzione dovrebbe aprirsi questo nuovo filone della formazione del design triennale, uno strumento formidabile per portare alla luce la cultura materiale del suo territorio e restituire un valore produttivo alle ricerche di tutti coloro che dal dopoguerra si sono interrogati sul “pensiero meridiano” come pensiero secondo il quale un’idea accelerata di sviluppo-progresso, basata sulle sole logiche prestazionali, non può che provocare la perdita di un sapere intergenerazionale, con la conseguente chiusura alla complessità del mondo. (F. Cassano 1996-2005).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/87160