Per abitudine o per tradizione, consideriamo lo spazio domestico come un ambiente statico, fermo, immobile, regolarizzato da una struttura e una composizione di volumi. In realtà, l’arredo può essere qualcosa che vive insieme all’uomo all’interno della casa, soprattutto in spazi che diventano sempre più ridotti e di conseguenza meno arredati. Dunque, grazie alla progettazione, il mobile si trasforma in un oggetto polifunzionale in grado di rispondere a esigenze molteplici. Nel caso dell’abbattimento delle barriere sociali questo concetto si sposa in modo eccellente. L’obbiettivo è quello di progettare arredo che possa includere negli spazi abitativi persone con delle difficoltà a livello motorio, restituendo loro un modo di vivere più agevole e meno limitante rispetto a persone normodotate. Tutto ciò, deve avere un confronto diretto con il design, per assicurare un’estetica adatta e gradevole, ma anche una funzionalità che diventa una priorità, considerando i potenziali utenti. Una grande attenzione è riservata alla forma, la quale non deve precludere l’oggetto stesso a determinati utenti, ma al contrario, includere qualsiasi tipo di utente insieme a coloro per cui il prodotto è pensato. Universale è l’aggettivo chiave per concepire un arredo del genere. Credo che in futuro, lo sviluppo nella frontiera dell’ home design sarà sempre più rilevante, magari attraverso la realizzazione di oggetti più vicini possibile alle difficoltà del cliente, non trascurando il fatto che gli stessi hanno bisogno di sentirsi inclusi e, con quel pizzico di emotional design, ciò è possibile.
ARREDAMENTO E DISABILITÀ PER UNA POSSIBILE PRODUZIONE DI ARREDI INCLUSIVI: LA SEDUTA IN LEGNO COME DISPOSITIVO PER ALZATA FACILITATA.
LENOCI, ANDREA
2020/2021
Abstract
Per abitudine o per tradizione, consideriamo lo spazio domestico come un ambiente statico, fermo, immobile, regolarizzato da una struttura e una composizione di volumi. In realtà, l’arredo può essere qualcosa che vive insieme all’uomo all’interno della casa, soprattutto in spazi che diventano sempre più ridotti e di conseguenza meno arredati. Dunque, grazie alla progettazione, il mobile si trasforma in un oggetto polifunzionale in grado di rispondere a esigenze molteplici. Nel caso dell’abbattimento delle barriere sociali questo concetto si sposa in modo eccellente. L’obbiettivo è quello di progettare arredo che possa includere negli spazi abitativi persone con delle difficoltà a livello motorio, restituendo loro un modo di vivere più agevole e meno limitante rispetto a persone normodotate. Tutto ciò, deve avere un confronto diretto con il design, per assicurare un’estetica adatta e gradevole, ma anche una funzionalità che diventa una priorità, considerando i potenziali utenti. Una grande attenzione è riservata alla forma, la quale non deve precludere l’oggetto stesso a determinati utenti, ma al contrario, includere qualsiasi tipo di utente insieme a coloro per cui il prodotto è pensato. Universale è l’aggettivo chiave per concepire un arredo del genere. Credo che in futuro, lo sviluppo nella frontiera dell’ home design sarà sempre più rilevante, magari attraverso la realizzazione di oggetti più vicini possibile alle difficoltà del cliente, non trascurando il fatto che gli stessi hanno bisogno di sentirsi inclusi e, con quel pizzico di emotional design, ciò è possibile.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14253/85264