Self Made Architecture IX nasce dal tentativo di restituire alla terra cruda la sua condizione di materia viva: non frammento immobile di un passato da conserva-re, ma presenza capace di attraversare il tempo e di ritrovare, nel dialogo con le tecnologie contemporanee, nuove possibilità costruttive in cui continuano a vivere le forme e le logiche delle tradizioni da cui proviene. Materia antica, primaria e universale, la terra accompagna da sempre l’origine dell’abitare: è suolo che diventa riparo, paesaggio che si trasforma in archi-tettura, risorsa immediata che prende forma attraverso il gesto, la necessità e il sapere condiviso. Attraverso la ricerca, una doppia lettura, da un lato delle architetture vernacolari, permette di comprendere come la terra abbia costruito nel tempo paesaggi, insediamenti e forme dell’abitare profondamente radicati nei luoghi; dall’altro, analizzando l’architettura contemporanea, si mostra come questo materiale, a lungo considerato marginale o legato a pratiche del passato, stia oggi tornando al centro di nuove sperimentazioni progettuali, non solo per le sue qualità ambientali e bioclimatiche, ma anche per la possibilità di essere reinterpretata attraverso sistemi più controllati. Tra memoria e innovazione si apre così il campo della sfida di tesi, il cui obiettivo non è guardare alla tradizione come a un modello da riprodurre, né alla contem-poraneità come a una rottura necessaria, ma ricercare una possibile conciliazione tra ciò che la terra è stata e ciò che può ancora diventare. La ricerca trova quindi una forma concreta alla possibilità che l’innovazione trovi misura nell’essenzia-lità materica, adattandosi a contesti in cui l’impossibilità di ricorrere a materiali industriali diventa occasione per valorizzare risorse naturali, tecniche accessibili e nuove possibilità costruttive.
SELF MADE ARCHITECTURE IX - LA COSTRUZIONE IN TERRA NEL PANORAMA DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA: INNOVAZIONE, PROTOTIPI SPERIMENTALI ED OPERE RECENTI
PAUDICE, SIMONA
2025/2026
Abstract
Self Made Architecture IX nasce dal tentativo di restituire alla terra cruda la sua condizione di materia viva: non frammento immobile di un passato da conserva-re, ma presenza capace di attraversare il tempo e di ritrovare, nel dialogo con le tecnologie contemporanee, nuove possibilità costruttive in cui continuano a vivere le forme e le logiche delle tradizioni da cui proviene. Materia antica, primaria e universale, la terra accompagna da sempre l’origine dell’abitare: è suolo che diventa riparo, paesaggio che si trasforma in archi-tettura, risorsa immediata che prende forma attraverso il gesto, la necessità e il sapere condiviso. Attraverso la ricerca, una doppia lettura, da un lato delle architetture vernacolari, permette di comprendere come la terra abbia costruito nel tempo paesaggi, insediamenti e forme dell’abitare profondamente radicati nei luoghi; dall’altro, analizzando l’architettura contemporanea, si mostra come questo materiale, a lungo considerato marginale o legato a pratiche del passato, stia oggi tornando al centro di nuove sperimentazioni progettuali, non solo per le sue qualità ambientali e bioclimatiche, ma anche per la possibilità di essere reinterpretata attraverso sistemi più controllati. Tra memoria e innovazione si apre così il campo della sfida di tesi, il cui obiettivo non è guardare alla tradizione come a un modello da riprodurre, né alla contem-poraneità come a una rottura necessaria, ma ricercare una possibile conciliazione tra ciò che la terra è stata e ciò che può ancora diventare. La ricerca trova quindi una forma concreta alla possibilità che l’innovazione trovi misura nell’essenzia-lità materica, adattandosi a contesti in cui l’impossibilità di ricorrere a materiali industriali diventa occasione per valorizzare risorse naturali, tecniche accessibili e nuove possibilità costruttive.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14253/78411