Il laboratorio si pone come obiettivo la ricerca storica di arredi legati alla tradizione pugliese come punto di partenza per lo sviluppo di progetti la cui origine identitaria risulta legata al territorio regionale. Il percorso di studio si muove attraverso tratti distintivi tipici della regione Puglia: la tradizione autoctona di arredi sia di case umili che di case nobili e l’artigianato del legno. L’obiettivo è quello di tracciare una linea di ricerca “permanente” sulla regione, attraverso il rilievo, l’indagine storica, lo studio dei contesti socio-culturali che hanno definito i modi dell’abitare pugliese ed il mondo degli oggetti ad esso legati, in base alle azioni che l’individuo compie e che ne motivano la loro esistenza funzionale e simbolica. Il primo passo della ricerca è l’individuazione e la selezione degli arredi caratterizzati da un preciso stile formale e appartenenti a un periodo storico ben delineato, partendo anche da ambiti vicini alle proprie esperienze abitative, residenze private in città o in campagna, piccoli musei delle tradizioni locali, restauratori, vecchie ebanisterie, con il fine di attribuire una riconoscibile identità al territorio. Il rilievo diventa strumento di analisi, di approfondimento e successivamente di progettazione che trova quindi, fertili terreni su cui impiantare una metodologia di progetto distante dai formalismi di mercato e coerente con il “saper fare” artigianale. Le azioni di progetto, dunque, partono dalla ricerca storica e l’affrontano in maniera inedita, aprendo un dialogo con il passato al fine di non sfociare nella banalità, verso una nuova esperienza del quotidiano, esprimendosi attraverso la perentorietà delle strutture e la leggerezza del dettaglio, la plasticità della forma e la pura spazialità, la rivelazione della luce e l’artigianalità del manufatto. Il laboratorio, in definitiva, si lega al “saper fare” artigianale pugliese nel tentativo di istituire con questo, un reciproco scambio sullo stato dell’”innovazione” presente nelle ricerche accademiche e nelle stesse aziende ove è importante esplicitare la loro attitudine a riformare o potenziare i propri processi produttivi partendo proprio dalla ricerca di quelle matrici identitarie ancora generose di quei principi tecnico-formali che rieditati, possono restituire nuove espressività agli artefatti contemporanei.
IDENTITÀ E TERRITORIO: L'ARREDO AUTOCTONO TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE DEL PRODOTTO
AFFERRI, STEFANIA
2018/2019
Abstract
Il laboratorio si pone come obiettivo la ricerca storica di arredi legati alla tradizione pugliese come punto di partenza per lo sviluppo di progetti la cui origine identitaria risulta legata al territorio regionale. Il percorso di studio si muove attraverso tratti distintivi tipici della regione Puglia: la tradizione autoctona di arredi sia di case umili che di case nobili e l’artigianato del legno. L’obiettivo è quello di tracciare una linea di ricerca “permanente” sulla regione, attraverso il rilievo, l’indagine storica, lo studio dei contesti socio-culturali che hanno definito i modi dell’abitare pugliese ed il mondo degli oggetti ad esso legati, in base alle azioni che l’individuo compie e che ne motivano la loro esistenza funzionale e simbolica. Il primo passo della ricerca è l’individuazione e la selezione degli arredi caratterizzati da un preciso stile formale e appartenenti a un periodo storico ben delineato, partendo anche da ambiti vicini alle proprie esperienze abitative, residenze private in città o in campagna, piccoli musei delle tradizioni locali, restauratori, vecchie ebanisterie, con il fine di attribuire una riconoscibile identità al territorio. Il rilievo diventa strumento di analisi, di approfondimento e successivamente di progettazione che trova quindi, fertili terreni su cui impiantare una metodologia di progetto distante dai formalismi di mercato e coerente con il “saper fare” artigianale. Le azioni di progetto, dunque, partono dalla ricerca storica e l’affrontano in maniera inedita, aprendo un dialogo con il passato al fine di non sfociare nella banalità, verso una nuova esperienza del quotidiano, esprimendosi attraverso la perentorietà delle strutture e la leggerezza del dettaglio, la plasticità della forma e la pura spazialità, la rivelazione della luce e l’artigianalità del manufatto. Il laboratorio, in definitiva, si lega al “saper fare” artigianale pugliese nel tentativo di istituire con questo, un reciproco scambio sullo stato dell’”innovazione” presente nelle ricerche accademiche e nelle stesse aziende ove è importante esplicitare la loro attitudine a riformare o potenziare i propri processi produttivi partendo proprio dalla ricerca di quelle matrici identitarie ancora generose di quei principi tecnico-formali che rieditati, possono restituire nuove espressività agli artefatti contemporanei.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14253/78223