Il lavoro di tesi sulla città di Lisbona ha permesso di approfondire l'architettura portoghese, concentrandosi inizialmente sulla forma urbana della città in relazione al fiume Tago. Lo studio si è evoluto con l’analisi delle fonti storiche, rivelando elementi di interesse che hanno arricchito la ricerca. L’analisi urbana è partita dalle origini fenicio-puniche di Lisbona (Olisipo), passando per l’epoca romana, in cui la città divenne Felicitas Julia e raggiunse il suo massimo sviluppo. Se la fase visigota è poco documentata, il dominio arabo e il periodo medievale offrono maggiori evidenze storiche. Le espansioni dal XVI al XX secolo delineano una crescita più leggibile, specialmente dopo il terremoto del 1755, che portò alla ricostruzione della Baixa con il sistema antisismico della Gaiola Pombalina. Uno degli aspetti più rilevanti è l’ipotesi sulla griglia romana, basata sul modulo dell’actus e sul teatro antico come centro del tessuto urbano. Il metodo caniggiano è stato usato per distinguere le trame pianificate da quelle spontanee. Resti di un probabile anfiteatro e strutture commerciali (horrea) sono stati ipotizzati nella parte sud-est della città. La ricerca ha anche esaminato le trasformazioni urbane fuori le mura e nel quartiere Chiado, studiando le fasce di pertinenza degli isolati. Un’indagine sugli edifici residenziali ha completato il quadro. Due progetti sperimentali sono stati sviluppati: Alfama – Recupero di un complesso residenziale crollato, trasformandolo in museo con una struttura antisismica in acciaio separata dai muri storici, in linea con la tecnica pombalina. Valle di S. Antonio – Creazione di un centro multi-religioso con chiesa, sinagoga e moschea, integrati in un’urbanistica ispirata alla Lisbona romana, con piazza sacra e spazi residenziali. Il lavoro ha combinato principi metodologici e sperimentazione, ponendo basi per future ricerche e approfondimenti.
LINGUA ARCHITETTONICA PORTOGHESE: CITTÀ E MAESTRI
CAZZORLA, MARIA
2023/2024
Abstract
Il lavoro di tesi sulla città di Lisbona ha permesso di approfondire l'architettura portoghese, concentrandosi inizialmente sulla forma urbana della città in relazione al fiume Tago. Lo studio si è evoluto con l’analisi delle fonti storiche, rivelando elementi di interesse che hanno arricchito la ricerca. L’analisi urbana è partita dalle origini fenicio-puniche di Lisbona (Olisipo), passando per l’epoca romana, in cui la città divenne Felicitas Julia e raggiunse il suo massimo sviluppo. Se la fase visigota è poco documentata, il dominio arabo e il periodo medievale offrono maggiori evidenze storiche. Le espansioni dal XVI al XX secolo delineano una crescita più leggibile, specialmente dopo il terremoto del 1755, che portò alla ricostruzione della Baixa con il sistema antisismico della Gaiola Pombalina. Uno degli aspetti più rilevanti è l’ipotesi sulla griglia romana, basata sul modulo dell’actus e sul teatro antico come centro del tessuto urbano. Il metodo caniggiano è stato usato per distinguere le trame pianificate da quelle spontanee. Resti di un probabile anfiteatro e strutture commerciali (horrea) sono stati ipotizzati nella parte sud-est della città. La ricerca ha anche esaminato le trasformazioni urbane fuori le mura e nel quartiere Chiado, studiando le fasce di pertinenza degli isolati. Un’indagine sugli edifici residenziali ha completato il quadro. Due progetti sperimentali sono stati sviluppati: Alfama – Recupero di un complesso residenziale crollato, trasformandolo in museo con una struttura antisismica in acciaio separata dai muri storici, in linea con la tecnica pombalina. Valle di S. Antonio – Creazione di un centro multi-religioso con chiesa, sinagoga e moschea, integrati in un’urbanistica ispirata alla Lisbona romana, con piazza sacra e spazi residenziali. Il lavoro ha combinato principi metodologici e sperimentazione, ponendo basi per future ricerche e approfondimenti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14253/70199