Durante il mio percorso di tirocinio ho avuto l'opportunità di lavorare per conto del Politecnico di Bari, presso la struttura Cryo-Lab in via Amendola, ad un esperimento di delaminazione termomeccanica controllata. Il fine di questo esperimento è quello di sviluppare e promuovere una nuova metodologia del tutto sostenibile di riciclaggio di moduli fotovoltaici. L'esperimento consiste nello sfruttare i diversi coefficienti di dilatazione e contrazione termica dei moduli che, essendo contemporaneamente soggetti ad un riscaldamento mediante piastra riscaldante e raffreddamento mediante azoto liquido, permetteranno la separazione dei vari strati senza recar alcun danno. Il fine di impiegare una macchina a controllo numerico, per questo esperimento, nasce dalle problematiche riscontrate nelle varie prove; mediante la movimentazione manuale i provini più grandi non venivano delaminati correttamente in quanto il getto di azoto liquido, seguendo un percorso rettilineo, portava alla solidificazione di alcune zone della superficie da lavorare rendendo così impossibile la separazione dei vari strati. Adottando una macchina a controllo numerico, che segue un percorso programmato da computer, sarà possibile delaminare totalmente anche i moduli più grandi in quanto il getto di azoto liquido colpirà l'intera superficie, che verrà divisa in più parti, in maniera omogenea e nello stesso arco temporale. Per progettare la superficie da lavorare e simulare il percorso utensile ho utilizzato il software AutodeskFusion360, mentre per controllare la macchina ho utilizzato il software Mach3. ​

RICERCA E CONFIGURAZIONE DI UNA MACCHINA A CONTROLLO NUMERICO PER ESPERIMENTO DI DELAMINAZIONE TERMOMECCANICA CONTROLLATA

BELLOMO, ALESSIO
2019/2020

Abstract

Durante il mio percorso di tirocinio ho avuto l'opportunità di lavorare per conto del Politecnico di Bari, presso la struttura Cryo-Lab in via Amendola, ad un esperimento di delaminazione termomeccanica controllata. Il fine di questo esperimento è quello di sviluppare e promuovere una nuova metodologia del tutto sostenibile di riciclaggio di moduli fotovoltaici. L'esperimento consiste nello sfruttare i diversi coefficienti di dilatazione e contrazione termica dei moduli che, essendo contemporaneamente soggetti ad un riscaldamento mediante piastra riscaldante e raffreddamento mediante azoto liquido, permetteranno la separazione dei vari strati senza recar alcun danno. Il fine di impiegare una macchina a controllo numerico, per questo esperimento, nasce dalle problematiche riscontrate nelle varie prove; mediante la movimentazione manuale i provini più grandi non venivano delaminati correttamente in quanto il getto di azoto liquido, seguendo un percorso rettilineo, portava alla solidificazione di alcune zone della superficie da lavorare rendendo così impossibile la separazione dei vari strati. Adottando una macchina a controllo numerico, che segue un percorso programmato da computer, sarà possibile delaminare totalmente anche i moduli più grandi in quanto il getto di azoto liquido colpirà l'intera superficie, che verrà divisa in più parti, in maniera omogenea e nello stesso arco temporale. Per progettare la superficie da lavorare e simulare il percorso utensile ho utilizzato il software AutodeskFusion360, mentre per controllare la macchina ho utilizzato il software Mach3. ​
2019
RESEARCH AND CONFIGURATION OF A CNC FOR CONTROLLED THERMOMECHANICAL DELAMINATION EXPERIMENT
CNC
Sostenibilità
Progettazione
Autodesk Fusion360
Mach3
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
BELLOMO_TESI.pdf

non disponibili

Descrizione: Nella seguente tesi si discute la scelta e la configurazione di una CNC per un esperimento di delaminazione termomeccanica controllata dedito allo sviluppo di un nuovo processo sostenibile per il recupero di materiali RAEE da moduli di pvp.
Dimensione 5.96 MB
Formato Adobe PDF
5.96 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/67624