Parkinson’s disease (PD) is the second most common neurodegenerative disorder worldwide, with over 9 million diagnoses. It is a heterogeneous disease and represents the most common form of parkinsonism, a group of neurological disorders that cause movement problems similar to those of PD. Anatomically and physiologically, this complex disease is caused by the degeneration of dopaminergic neurons in the "substantia nigra pars compacta". The degeneration involves complex pathological mechanisms such as oxidative stress, neuroinflammation, mitochondrial impairment, accumulation of abnormal proteins, and neuronal apoptosis. The main diagnostic signs of PD are motor-related: bradykinesia, rigidity, slowness, and tremor. However, there are also a number of non-motor diagnostic signs (rapid eye movement, hyposmia, constipation, daytime sleepiness, depression, etc.) whose presence suggests that the disease may not originate exclusively in the substantia nigra. Furthermore, the presence of non-motor symptoms makes the actual diagnosis of PD more difficult, a challenge further complicated by the variable progression of the disease. In this context, animal models are considered a fundamental tool for exploring the complex molecular mechanisms involved in PD. Various animals used as models for disease monitoring include vertebrates (mice, rabbits, guinea pigs, zebrafish) and invertebrates (Drosophila, Caenorhabditis elegans). One of the most commonly used animal models is the murine model, an experimental model used to study PD in mice by simulating the pathological features of the disease in humans. Some examples of murine models of Parkinson’s disease include: toxin-induced models, which use chemicals that damage dopamine-producing cells in the brain, leading to symptoms similar to those of PD, genetic models, which involve genetic mutations in mice that cause or predispose to PD, transcription models, which use genetic manipulation to introduce or delete specific genes in mice, allowing researchers to examine the role of those genes in PD. The following script aims to analyze the typical signs of PD using a murine model, with a particular focus on the role of neuroinflammation and how possible in vivo treatments might modulate the neuroinflammatory response, potentially improving the clinical picture, especially from a motor standpoint.

La malattia di Parkinson (MP) è la seconda malattia neurodegenerativa più comune a livello globale, con oltre 9 milioni di diagnosi. È una malattia eterogenea, ed è la forma più comune di parkinsonismo, ovvero un gruppo di disturbi neurologici, causanti problemi di movimento simili a quelli del MP. Questa complessa malattia è causata, da un punto di vista anatomico-fisiologico, dalla degenerazione dei neuroni dopaminergici nella “pars compacta” della sostanza nera. La degenerazione coinvolge complessi meccanismi patologici come stress ossidativo, neuroinfiammazione, compromissione mitocondriale, accumulo di proteine anomale e apoptosi neuronale. I principali segni diagnostici della MP sono di natura motoria: bradicinesia, rigidità, lentezza, tremore; ci sono tuttavia una serie di segni diagnostici non motori (movimenti oculari rapidi, iposmia, stitichezza, sonnolenza diurna, depressione ecc…) la cui presenza suggerisce che la patologia possa non avere origine nella sostanza nera. Inoltre, la presenza dei sintomi non motori rende difficile l’effettiva diagnosi della MP, la quale è ulteriormente rallentata dalla variabile progressione della malattia. In questo contesto, i modelli animali sono considerati uno strumento fondamentale per l'esplorazione dei complessi meccanismi molecolari coinvolti nel MP. Vari animali utilizzati come modelli per il monitoraggio della malattia, includono vertebrati (topo, coniglio, porcellino d’india, zebrafish) e non vertebrati (Drosophila, Caenorhabditis Elegans). Uno dei modelli animali più utilizzato è il modello murino, ovvero un modello sperimentale utilizzato per studiare la MP nei topi, simulando le caratteristiche patologiche della malattia nell’uomo. Alcuni esempi di modello murino di Parkinson sono: modello indotto da tossine, il quale utilizza sostanze chimiche che danneggiano le cellule produttrici la dopamina nel cervello, e ciò porta a sintomi simili a quelli della MP, modello genetico, il quale coinvolge mutazioni genetiche nei topi, causanti la MP o predisponenti ad esso, e modello di trascrizione, che sfrutta la manipolazione genetica per introdurre / eliminare specifici geni nel topo, consentendo di esaminare il ruolo di quei determinati geni nella MP. Il presente elaborato si pone come obiettivo l’analisi relativa ai segni tipici della MP, utilizzando un modello murino, valutando in particolare il ruolo della neuroinfiammazione e come possibili trattamenti in vivo possano modulare la risposta neuro-infiammatoria, migliorando il quadro clinico anche da un punto di vista motorio.

MODELLO MURINO DI PARKINSON E ATTIVITÀ MOTORIA: UN APPROCCIO INTEGRATO PER LA VALUTAZIONE DI COMPOSTI NEUROPROTETTIVI

LATROFA, RAFFAELE MARCO
2024/2025

Abstract

Parkinson’s disease (PD) is the second most common neurodegenerative disorder worldwide, with over 9 million diagnoses. It is a heterogeneous disease and represents the most common form of parkinsonism, a group of neurological disorders that cause movement problems similar to those of PD. Anatomically and physiologically, this complex disease is caused by the degeneration of dopaminergic neurons in the "substantia nigra pars compacta". The degeneration involves complex pathological mechanisms such as oxidative stress, neuroinflammation, mitochondrial impairment, accumulation of abnormal proteins, and neuronal apoptosis. The main diagnostic signs of PD are motor-related: bradykinesia, rigidity, slowness, and tremor. However, there are also a number of non-motor diagnostic signs (rapid eye movement, hyposmia, constipation, daytime sleepiness, depression, etc.) whose presence suggests that the disease may not originate exclusively in the substantia nigra. Furthermore, the presence of non-motor symptoms makes the actual diagnosis of PD more difficult, a challenge further complicated by the variable progression of the disease. In this context, animal models are considered a fundamental tool for exploring the complex molecular mechanisms involved in PD. Various animals used as models for disease monitoring include vertebrates (mice, rabbits, guinea pigs, zebrafish) and invertebrates (Drosophila, Caenorhabditis elegans). One of the most commonly used animal models is the murine model, an experimental model used to study PD in mice by simulating the pathological features of the disease in humans. Some examples of murine models of Parkinson’s disease include: toxin-induced models, which use chemicals that damage dopamine-producing cells in the brain, leading to symptoms similar to those of PD, genetic models, which involve genetic mutations in mice that cause or predispose to PD, transcription models, which use genetic manipulation to introduce or delete specific genes in mice, allowing researchers to examine the role of those genes in PD. The following script aims to analyze the typical signs of PD using a murine model, with a particular focus on the role of neuroinflammation and how possible in vivo treatments might modulate the neuroinflammatory response, potentially improving the clinical picture, especially from a motor standpoint.
2024
PARKINSON'S MOUSE MODEL AND MOTOR ACTIVITY: AN INTEGRATED APPROACH FOR THE EVALUATION OF NEUROPROTECTIVE COMPOUNDS
La malattia di Parkinson (MP) è la seconda malattia neurodegenerativa più comune a livello globale, con oltre 9 milioni di diagnosi. È una malattia eterogenea, ed è la forma più comune di parkinsonismo, ovvero un gruppo di disturbi neurologici, causanti problemi di movimento simili a quelli del MP. Questa complessa malattia è causata, da un punto di vista anatomico-fisiologico, dalla degenerazione dei neuroni dopaminergici nella “pars compacta” della sostanza nera. La degenerazione coinvolge complessi meccanismi patologici come stress ossidativo, neuroinfiammazione, compromissione mitocondriale, accumulo di proteine anomale e apoptosi neuronale. I principali segni diagnostici della MP sono di natura motoria: bradicinesia, rigidità, lentezza, tremore; ci sono tuttavia una serie di segni diagnostici non motori (movimenti oculari rapidi, iposmia, stitichezza, sonnolenza diurna, depressione ecc…) la cui presenza suggerisce che la patologia possa non avere origine nella sostanza nera. Inoltre, la presenza dei sintomi non motori rende difficile l’effettiva diagnosi della MP, la quale è ulteriormente rallentata dalla variabile progressione della malattia. In questo contesto, i modelli animali sono considerati uno strumento fondamentale per l'esplorazione dei complessi meccanismi molecolari coinvolti nel MP. Vari animali utilizzati come modelli per il monitoraggio della malattia, includono vertebrati (topo, coniglio, porcellino d’india, zebrafish) e non vertebrati (Drosophila, Caenorhabditis Elegans). Uno dei modelli animali più utilizzato è il modello murino, ovvero un modello sperimentale utilizzato per studiare la MP nei topi, simulando le caratteristiche patologiche della malattia nell’uomo. Alcuni esempi di modello murino di Parkinson sono: modello indotto da tossine, il quale utilizza sostanze chimiche che danneggiano le cellule produttrici la dopamina nel cervello, e ciò porta a sintomi simili a quelli della MP, modello genetico, il quale coinvolge mutazioni genetiche nei topi, causanti la MP o predisponenti ad esso, e modello di trascrizione, che sfrutta la manipolazione genetica per introdurre / eliminare specifici geni nel topo, consentendo di esaminare il ruolo di quei determinati geni nella MP. Il presente elaborato si pone come obiettivo l’analisi relativa ai segni tipici della MP, utilizzando un modello murino, valutando in particolare il ruolo della neuroinfiammazione e come possibili trattamenti in vivo possano modulare la risposta neuro-infiammatoria, migliorando il quadro clinico anche da un punto di vista motorio.
Morbo di Parkinson
Neurodegenerazione
Alfa-sinucleina
Levodopa
Modello murino
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Descrizione: TESI LATROFA RAFFAELE MARCO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/67249