La tesi valuta il possibile impiego della sabbia filtrante esausta proveniente dagli impianti di trattamento delle acque di piscina come aggregato fine alternativo nelle malte cementizie, con l’obiettivo di recuperare materiali residuali e ridurre il consumo di risorse naturali. Dopo un inquadramento normativo e tecnico, la sperimentazione si articola in due fasi. Nella prima, la sabbia esausta, sottoposta esclusivamente a essiccazione, sostituisce progressivamente quella naturale, fino alla sostituzione totale e al successivo incremento del rapporto aggregato/cemento. Nella seconda viene aggiunta marmettola, residuo fine della lavorazione lapidea. Le miscele sono valutate mediante prove di spandimento e di resistenza a flessione e compressione. Il confronto tra le formulazioni consente di esaminare le variazioni di lavorabilità e prestazioni meccaniche, individuando potenzialità e limiti tecnici dell’impiego dei materiali studiati nelle condizioni sperimentali adottate.
VALORIZZAZIONE DI SCARTI INDUSTRIALI IN MATERIALI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE: OTTIMIZZAZIONE DI MALTE A BASE DI SABBIA DA FILTRI ESAUSTI
BRUNO, ANTONIO
2025/2026
Abstract
La tesi valuta il possibile impiego della sabbia filtrante esausta proveniente dagli impianti di trattamento delle acque di piscina come aggregato fine alternativo nelle malte cementizie, con l’obiettivo di recuperare materiali residuali e ridurre il consumo di risorse naturali. Dopo un inquadramento normativo e tecnico, la sperimentazione si articola in due fasi. Nella prima, la sabbia esausta, sottoposta esclusivamente a essiccazione, sostituisce progressivamente quella naturale, fino alla sostituzione totale e al successivo incremento del rapporto aggregato/cemento. Nella seconda viene aggiunta marmettola, residuo fine della lavorazione lapidea. Le miscele sono valutate mediante prove di spandimento e di resistenza a flessione e compressione. Il confronto tra le formulazioni consente di esaminare le variazioni di lavorabilità e prestazioni meccaniche, individuando potenzialità e limiti tecnici dell’impiego dei materiali studiati nelle condizioni sperimentali adottate.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14253/110844