Questa tesi analizza il ruolo delle infrastrutture sottomarine, in particolare cavi elettrici HVDC, cavi in fibra ottica e gasdotti, nella sicurezza energetica europea, mostrando come la dipendenza dell'Europa si stia spostando dalle risorse fossili ai flussi di elettricità e di dati. Dopo il sabotaggio del Nord Stream nel 2022, queste infrastrutture sono diventate un obiettivo strategico nel quadro degli scontri ibridi. Il lavoro si chiede in che modo l'Europa, e l'Italia in particolare, possa usare le interconnessioni sottomarine come strumento di sicurezza energetica e di cooperazione con i Paesi vicini, senza esporsi a nuove vulnerabilità. L'analisi segue tre prospettive. Quella geopolitica considera il ruolo dell'Italia come hub del Mediterraneo allargato, il Piano Mattei, i rischi di weaponization dell'energia e la tensione tra bilateralismo e multilateralismo. Quella tecnica esamina le caratteristiche dei cavi HVDC, le sfide di posa, i progetti di Terna e gli obiettivi dell'Unione Europea su decarbonizzazione e mercato unico dell'energia. Quella della difesa illustra le lacune del diritto del mare, le operazioni Fondali Sicuri e CSIP guidate dalla Marina Militare e le tecnologie di protezione, dai droni AUV e ROV ai sensori acustici e alla sorveglianza satellitare. Le tre prospettive sono applicate al caso di studio ELMED, il collegamento elettrico tra Italia e Tunisia. Dal caso emerge che l'infrastruttura è al tempo stesso un ponte di interdipendenza e un possibile bersaglio, e che la sua protezione dipende dal coordinamento europeo e dal rafforzamento delle capacità dei Paesi partner. Le conclusioni indicano la strada verso una sovranità energetica e subacquea europea.
I NERVI DELL'EUROPA: GEOPOLITICA E PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE SUBACQUEE.
CARASTRO, KEVIN
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza il ruolo delle infrastrutture sottomarine, in particolare cavi elettrici HVDC, cavi in fibra ottica e gasdotti, nella sicurezza energetica europea, mostrando come la dipendenza dell'Europa si stia spostando dalle risorse fossili ai flussi di elettricità e di dati. Dopo il sabotaggio del Nord Stream nel 2022, queste infrastrutture sono diventate un obiettivo strategico nel quadro degli scontri ibridi. Il lavoro si chiede in che modo l'Europa, e l'Italia in particolare, possa usare le interconnessioni sottomarine come strumento di sicurezza energetica e di cooperazione con i Paesi vicini, senza esporsi a nuove vulnerabilità. L'analisi segue tre prospettive. Quella geopolitica considera il ruolo dell'Italia come hub del Mediterraneo allargato, il Piano Mattei, i rischi di weaponization dell'energia e la tensione tra bilateralismo e multilateralismo. Quella tecnica esamina le caratteristiche dei cavi HVDC, le sfide di posa, i progetti di Terna e gli obiettivi dell'Unione Europea su decarbonizzazione e mercato unico dell'energia. Quella della difesa illustra le lacune del diritto del mare, le operazioni Fondali Sicuri e CSIP guidate dalla Marina Militare e le tecnologie di protezione, dai droni AUV e ROV ai sensori acustici e alla sorveglianza satellitare. Le tre prospettive sono applicate al caso di studio ELMED, il collegamento elettrico tra Italia e Tunisia. Dal caso emerge che l'infrastruttura è al tempo stesso un ponte di interdipendenza e un possibile bersaglio, e che la sua protezione dipende dal coordinamento europeo e dal rafforzamento delle capacità dei Paesi partner. Le conclusioni indicano la strada verso una sovranità energetica e subacquea europea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14253/110362