" Questa tesi nasce da un'esperienza diretta all’interno della Forza Armata, presto servizio nella Marina Militare Italiana, e il tema della bassa osservabilità dei velivoli imbarcati è per me un argomento che riguarda da vicino il contesto operativo in cui mi trovo a lavorare ogni giorno. Vedere da dentro quanto conti, oggi, la capacità di un velivolo di "sparire" ai radar nemici, mi ha spinto a voler capire più a fondo la fisica e l'ingegneria che ci sono dietro, andando oltre quello che si vede o si sente parlare in giro, indipendentemente che riguardi informazioni classificate o no. L'obiettivo di questo lavoro è duplice. Da un lato, analizzare i fondamenti fisici e ingegneristici della tecnologia stealth, con particolare attenzione al concetto di Radar Cross Section (RCS) — ovvero quella grandezza che, in sostanza, misura quanto un bersaglio "si fa vedere" da un radar — e ai principali metodi matematici usati per predirla, in particolare l'Ottica Fisica (PO) e la Teoria Fisica della Diffrazione (PTD). Dall'altro lato, affrontare un aspetto che nella letteratura tecnica viene spesso trattato solo di sfuggita, ovvero la sicurezza delle comunicazioni aereo-nave e la vulnerabilità dei dati sensibili di fronte a minacce di spionaggio elettronico e di intercettazione (COMINT/ELINT). Perché, come emerge chiaramente nel corso della tesi, un velivolo può anche essere pressoché invisibile ai radar, ma se le sue comunicazioni vengono intercettate o decifrate, tutto il vantaggio tecnologico costruito sulla furtività rischia di svanire. Il percorso di ricerca parte da una revisione della letteratura scientifica, tecnica e storica sulla tecnologia stealth, ricostruendo le tappe principali che hanno portato dai primi studi degli anni '50 fino ai velivoli di quinta generazione come l'F-35, di cui la Marina Militare Italiana dispone attualmente. Vengono poi approfonditi i principi fisici che governano la riduzione dell'RCS, dalla geometria del velivolo (shaping) ai materiali radar-assorbenti (RAM), fino ai sistemi di cancellazione attiva e passiva delle onde. La parte più impegnativa, e per certi versi quella che più mi ha coinvolto, è la sezione sperimentale, sviluppata in ambiente MATLAB. In questa fase si è cercato di verificare numericamente alcuni valori di RCS relativi a geometrie semplificate, confrontando i risultati ottenuti con i modelli teorici discussi nei capitoli precedenti, per capire quanto questi modelli siano effettivamente affidabili e dove invece mostrino i loro limiti, e sottolineare attraverso una simulazione quanto la diffusione di un singolo valore cifrato possa influenzare il ruolo militare di un singolo stato sulle dinamiche geopolitiche mondiali. I risultati che emergono da questo lavoro non si fermano al solo dato tecnico, ma aprono a una riflessione più ampia sulle implicazioni operative e strategiche che questi temi comportano per la componente aeronavale italiana. Il tracciamento o l'intercettazione di comunicazioni classificate trasmesse da un velivolo militare, infatti, non rappresenta soltanto una falla tecnica isolata, ma un rischio che può ripercuotersi sull'intero equilibrio geopolitico di uno Stato: la compromissione di dati di intelligence, coordinate di missione o protocolli di coordinamento tattico può minare la credibilità dello strumento militare nazionale agli occhi degli alleati, alterare i rapporti di forza percepiti da attori ostili e, in scenari di crisi internazionale, condizionare le decisioni strategiche di un intero apparato di difesa. In un contesto geopolitico in cui la superiorità tecnologica passa sempre di più dalla capacità di restare "invisibili" (sia ai radar che alle intercettazioni elettroniche) capire a fondo questi meccanismi non è solo un esercizio accademico, ma un contributo concreto alla comprensione di come si costruisce, oggi, il vantaggio strategico in mare. "
" ANALISI DEI SISTEMI AVIONICI STEALTH DELLA MARINA MILITARE ITALIANA: SICUREZZA DELLE COMUNICAZIONI AEREO-NAVE E PROTEZIONE DEI DATI SENSIBILI CONTRO MINACCE DI SPIONAGGIO ELETTRONICO "
CAFORIO, GABRIELE
2025/2026
Abstract
" Questa tesi nasce da un'esperienza diretta all’interno della Forza Armata, presto servizio nella Marina Militare Italiana, e il tema della bassa osservabilità dei velivoli imbarcati è per me un argomento che riguarda da vicino il contesto operativo in cui mi trovo a lavorare ogni giorno. Vedere da dentro quanto conti, oggi, la capacità di un velivolo di "sparire" ai radar nemici, mi ha spinto a voler capire più a fondo la fisica e l'ingegneria che ci sono dietro, andando oltre quello che si vede o si sente parlare in giro, indipendentemente che riguardi informazioni classificate o no. L'obiettivo di questo lavoro è duplice. Da un lato, analizzare i fondamenti fisici e ingegneristici della tecnologia stealth, con particolare attenzione al concetto di Radar Cross Section (RCS) — ovvero quella grandezza che, in sostanza, misura quanto un bersaglio "si fa vedere" da un radar — e ai principali metodi matematici usati per predirla, in particolare l'Ottica Fisica (PO) e la Teoria Fisica della Diffrazione (PTD). Dall'altro lato, affrontare un aspetto che nella letteratura tecnica viene spesso trattato solo di sfuggita, ovvero la sicurezza delle comunicazioni aereo-nave e la vulnerabilità dei dati sensibili di fronte a minacce di spionaggio elettronico e di intercettazione (COMINT/ELINT). Perché, come emerge chiaramente nel corso della tesi, un velivolo può anche essere pressoché invisibile ai radar, ma se le sue comunicazioni vengono intercettate o decifrate, tutto il vantaggio tecnologico costruito sulla furtività rischia di svanire. Il percorso di ricerca parte da una revisione della letteratura scientifica, tecnica e storica sulla tecnologia stealth, ricostruendo le tappe principali che hanno portato dai primi studi degli anni '50 fino ai velivoli di quinta generazione come l'F-35, di cui la Marina Militare Italiana dispone attualmente. Vengono poi approfonditi i principi fisici che governano la riduzione dell'RCS, dalla geometria del velivolo (shaping) ai materiali radar-assorbenti (RAM), fino ai sistemi di cancellazione attiva e passiva delle onde. La parte più impegnativa, e per certi versi quella che più mi ha coinvolto, è la sezione sperimentale, sviluppata in ambiente MATLAB. In questa fase si è cercato di verificare numericamente alcuni valori di RCS relativi a geometrie semplificate, confrontando i risultati ottenuti con i modelli teorici discussi nei capitoli precedenti, per capire quanto questi modelli siano effettivamente affidabili e dove invece mostrino i loro limiti, e sottolineare attraverso una simulazione quanto la diffusione di un singolo valore cifrato possa influenzare il ruolo militare di un singolo stato sulle dinamiche geopolitiche mondiali. I risultati che emergono da questo lavoro non si fermano al solo dato tecnico, ma aprono a una riflessione più ampia sulle implicazioni operative e strategiche che questi temi comportano per la componente aeronavale italiana. Il tracciamento o l'intercettazione di comunicazioni classificate trasmesse da un velivolo militare, infatti, non rappresenta soltanto una falla tecnica isolata, ma un rischio che può ripercuotersi sull'intero equilibrio geopolitico di uno Stato: la compromissione di dati di intelligence, coordinate di missione o protocolli di coordinamento tattico può minare la credibilità dello strumento militare nazionale agli occhi degli alleati, alterare i rapporti di forza percepiti da attori ostili e, in scenari di crisi internazionale, condizionare le decisioni strategiche di un intero apparato di difesa. In un contesto geopolitico in cui la superiorità tecnologica passa sempre di più dalla capacità di restare "invisibili" (sia ai radar che alle intercettazioni elettroniche) capire a fondo questi meccanismi non è solo un esercizio accademico, ma un contributo concreto alla comprensione di come si costruisce, oggi, il vantaggio strategico in mare. "I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14253/110360