I giunti bimetallici acciaio-alluminio ottenuti per saldatura per esplosione permettono di collegare scafi in acciaio e sovrastrutture in lega leggera, ma la zona di interfaccia tra i due metalli resta un punto delicato per la resistenza a fatica. In questa tesi è stata utilizzata la tecnica termoelastica di analisi delle sollecitazioni (TSA) per seguire la propagazione di una cricca di fatica in tre provini Compact Tension (CT2, CT3 e CT4) di giunto bimetallico. Durante le prove a carico ciclico una termocamera FLIR ha acquisito il segnale termoelastico, elaborato poi con il software IRTA2 per ottenere mappe di ampiezza e di fase. Da queste mappe è stata ricavata la lunghezza della cricca a diversi numeri di cicli, confrontando tre criteri di misura: la soglia sulla deviazione standard e il valore massimo per la mappa di ampiezza, e un criterio basato sulla mappa di fase. Tutti e tre i metodi descrivono una crescita regolare della cricca; la soglia e la fase forniscono incrementi di lunghezza simili, mentre il valore massimo restituisce incrementi circa doppi. I valori assoluti differiscono invece da un metodo all'altro e richiedono un confronto con una misura di riferimento indipendente. Nel complesso, la TSA, e in particolare l'analisi di fase, si è dimostrata uno strumento promettente per il monitoraggio non distruttivo del danneggiamento nei giunti bimetallici.
CARATTERIZZAZIONE DI GIUNTI BIMETALLICI CON TECNICA TERMOELASTICA DI ANALISI DELLE SOLLECITAZIONI
MARINO, DAVIDE
2025/2026
Abstract
I giunti bimetallici acciaio-alluminio ottenuti per saldatura per esplosione permettono di collegare scafi in acciaio e sovrastrutture in lega leggera, ma la zona di interfaccia tra i due metalli resta un punto delicato per la resistenza a fatica. In questa tesi è stata utilizzata la tecnica termoelastica di analisi delle sollecitazioni (TSA) per seguire la propagazione di una cricca di fatica in tre provini Compact Tension (CT2, CT3 e CT4) di giunto bimetallico. Durante le prove a carico ciclico una termocamera FLIR ha acquisito il segnale termoelastico, elaborato poi con il software IRTA2 per ottenere mappe di ampiezza e di fase. Da queste mappe è stata ricavata la lunghezza della cricca a diversi numeri di cicli, confrontando tre criteri di misura: la soglia sulla deviazione standard e il valore massimo per la mappa di ampiezza, e un criterio basato sulla mappa di fase. Tutti e tre i metodi descrivono una crescita regolare della cricca; la soglia e la fase forniscono incrementi di lunghezza simili, mentre il valore massimo restituisce incrementi circa doppi. I valori assoluti differiscono invece da un metodo all'altro e richiedono un confronto con una misura di riferimento indipendente. Nel complesso, la TSA, e in particolare l'analisi di fase, si è dimostrata uno strumento promettente per il monitoraggio non distruttivo del danneggiamento nei giunti bimetallici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14253/110355