Study and enhancement of the ancient and hellenistic necropolis of abakainon

La necropoli di Abakainon (Tripi), estesa per circa mq 2000, si colloca in contrada Cardusa, lungo le pendici occidentali del monte Sceti, a meno di km 1,200 da quello che è stato ipotizzato come il sito dell’antica città, in contrada Il Piano. L’area oggetto di indagine è stata scavata in più riprese, dal 1994 al 2005, a cura della Soprintendenza di Messina, mentre attualmente il sito archeologico ricade nell’ambito del Parco Archeologico di Tindari. La necropoli sembra essere stata organizzata per terrazzamenti, sfruttando i diversi livelli di una cava dismessa, di cui rimangono, in alcuni punti del settore NE dell’area scavata, gli incassi praticati per inserire i cunei di legno per il distacco dei blocchi. I monumenti funerari della necropoli sono stati tutti realizzati con una pietra calcarea identica a quella del banco roccioso naturale e della cava stessa. I modelli sono diversificati e vanno dalle semplici tombe a cassa litica, a quelle con dado porta stele o colonna, ai più complessi monumenti funerari in forma di tempietto (naìskos). Occupando i diversi terrazzamenti della cava, i monumenti funerari furono disposti inizialmente senza un ordine particolare: le sepolture più antiche, datate dagli scavatori alla fine del IV sec. a.C., si trovano infatti distribuite su tutti i livelli. In fasi successive, e fino agli inizi del II sec. a.C., altri monumenti funerari si sono aggiunti, fino a saturare lo spazio disponibile e a consigliare di organizzare una nuova necropoli altrove. I segnacoli funerari, i sèmata, presentano la fronte principale verso valle, vale a dire verso nord-ovest, che è poi la direzione di arrivo di un possibile percorso viario proveniente dal centro urbano, anche se la viabilità di raccordo con l’abitato non è stata a tutt’oggi individuata. I monumenti, pertinenti a 158 sepolture fino ad ora censite, sono stati disposti avendo cura di lasciare, almeno inizialmente, ampi passaggi lungo i diversi livelli, specie sul lato frontale, mentre in certi casi si nota come i monumenti si addossino a salti di quota o siano stati realizzati a cavallo di questi. Tra le sepolture, quindi, si venivano a formare stradine, diverticoli di servizio e slarghi, collegati tramite rampe, che dovevano delineare un paesaggio necropolare complesso, con pochi confronti nel suo genere.

STUDIO E VALORIZZAZIONE DELLA NECROPOLI ELLENISTICA DELL’ANTICA ABAKAINON

VENTRELLA, CECILIA
2020/2021

Abstract

Study and enhancement of the ancient and hellenistic necropolis of abakainon
2020
STUDY AND ENHANCEMENT OF THE ANCIENT AND HELLENISTIC NECROPOLIS OF ABAKAINON
La necropoli di Abakainon (Tripi), estesa per circa mq 2000, si colloca in contrada Cardusa, lungo le pendici occidentali del monte Sceti, a meno di km 1,200 da quello che è stato ipotizzato come il sito dell’antica città, in contrada Il Piano. L’area oggetto di indagine è stata scavata in più riprese, dal 1994 al 2005, a cura della Soprintendenza di Messina, mentre attualmente il sito archeologico ricade nell’ambito del Parco Archeologico di Tindari. La necropoli sembra essere stata organizzata per terrazzamenti, sfruttando i diversi livelli di una cava dismessa, di cui rimangono, in alcuni punti del settore NE dell’area scavata, gli incassi praticati per inserire i cunei di legno per il distacco dei blocchi. I monumenti funerari della necropoli sono stati tutti realizzati con una pietra calcarea identica a quella del banco roccioso naturale e della cava stessa. I modelli sono diversificati e vanno dalle semplici tombe a cassa litica, a quelle con dado porta stele o colonna, ai più complessi monumenti funerari in forma di tempietto (naìskos). Occupando i diversi terrazzamenti della cava, i monumenti funerari furono disposti inizialmente senza un ordine particolare: le sepolture più antiche, datate dagli scavatori alla fine del IV sec. a.C., si trovano infatti distribuite su tutti i livelli. In fasi successive, e fino agli inizi del II sec. a.C., altri monumenti funerari si sono aggiunti, fino a saturare lo spazio disponibile e a consigliare di organizzare una nuova necropoli altrove. I segnacoli funerari, i sèmata, presentano la fronte principale verso valle, vale a dire verso nord-ovest, che è poi la direzione di arrivo di un possibile percorso viario proveniente dal centro urbano, anche se la viabilità di raccordo con l’abitato non è stata a tutt’oggi individuata. I monumenti, pertinenti a 158 sepolture fino ad ora censite, sono stati disposti avendo cura di lasciare, almeno inizialmente, ampi passaggi lungo i diversi livelli, specie sul lato frontale, mentre in certi casi si nota come i monumenti si addossino a salti di quota o siano stati realizzati a cavallo di questi. Tra le sepolture, quindi, si venivano a formare stradine, diverticoli di servizio e slarghi, collegati tramite rampe, che dovevano delineare un paesaggio necropolare complesso, con pochi confronti nel suo genere.
ELLENISMO
NECROPOLI
ARCH. FUNERARIA
SISTEMAZIONE D'ARIA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14253/109833